I primi ursidi o per meglio dire i progenitori degli ursidi, hanno origine nel Nord America circa 30-40 milioni di anni fa. Erano animali molto diversi da come appaiono ora ed avevano dimensioni molto più piccole. Grazie ai ponti di terra che collegavano il Nord America e l’Eurasia, probabilmente ancora nel Miocene, raggiunsero il continente Eurasiatico. Ma è nel Pliocene (circa 4-5 milioni di anni fa) che gli ursini ebbero una grande diversificazione di specie. Questa situazione fu favorita dalle notevoli modificazioni climatiche. L’orso labiato è un urside ancora presente tra l’India, il Nepal e il Bangladesch, con buona probabilità, risulta piuttosto simile a quei primi progenitori. In Europa, però, i primi ursini comparvero un po’ dopo, circa 3-4 milioni di anni fa, provenienti dall’Asia. Questi ursini che prendono il nome di Ursus minimus sono i progenitori di tutti gli ursidi successivi. Da questo ceppo si formarono i due gruppi attuali a cui appartengono tutti gli orsi: sia gli orsi neri che gli orsi bruni (a quest’ultimo ceppo appartengono gli orsi attualmente presenti sulle Alpi). In passato il gruppo degli orsi bruni comprendeva anche l’orso delle caverne (Ursus spelaeus) oramai estinto. L’orso delle caverne ancora verso la fine dell’ultima glaciazione era presente sulle montagne dell’area alpina. Era un orso di grandi dimensioni, ma molto probabilmente aveva una dieta quasi esclusivamente vegetariana, la sua estinzione molto probabilmente è avvenuta tra i 15.000 ed i 12.000 anni fa.